SOLITUDE

BACK

liberamente ispirato a Il Misantropo di Molière
direzione Silvia Bennett, Caterina Simonelli
con Lorenzo Carcasci, Leonardo Larini, Daniele Madeddu, Francesca Piccolo, Maya Quattrini
Produzione If Prana
con il contributo di Regione Toscana

loosely based on Molière’s by Misantropo
direction Silvia Bennett, Caterina Simonelli
with Lorenzo Carcasci, Leonardo Larini, Daniele Madeddu, Francesca Piccolo, Maya Quattrini
Production If Prana
with the contribution Regione Toscana

Tratto dal Misantropo di Molière, Solitude è la tragicomica vicenda di un uomo solo, che si trova a fare i conti con l’assurdità e l’illogicità della società e dei costumi. Il nostro “misantropo” è un uomo incapace di accogliere la parte misteriosa, folle, irrazionale del mondo che lo circonda ed è destinato ad allontanarsi da tutto e rimanerne lontano. Un irriducibile razionale che, come unica possibilità, trova nell’auto esilio la via per portare avanti un’esistenza che non riesce a venire a patti col mondo.

Un misantropo ricollocato nella contemporaneità, che fa emergere le contraddizioni che abitano la nostra vita quotidiana: le interminabili file alla posta o al supermercato, la follia di certi meccanismi burocratici, il senso di soffocamento datoci da un mondo che vortica in un moto perpetuo, che non va bene a nessuno ma che coinvolge tutti e ci rende coatti a una vita non situata.

Taken from Molière’s Misanthrope, Solitude is the tragicomic story of a lonely man, who finds himself dealing with the absurdity and illogicality of society and customs. Our “misanthrope” is a man unable to welcome the mysterious, crazy, irrational part of the world around him and is destined to get away from everything and stay away from it. An irreducible rational that, as the only possibility, finds in self-exile the way to carry on an existence that is unable to come to terms with the world.

A misanthrope relocated in the contemporary world, which brings out the contradictions that inhabit our daily life: the endless queues at the post office or at the supermarket, the madness of certain bureaucratic mechanisms, the sense of suffocation given to us by a world that whirls in perpetual motion, which it is not good for anyone but it involves everyone and makes us forced to a life that is not situated.